L’Associazione “Le Soste” è nata negli anni Ottanta.

L’idea ha preso forma una sera a cena, conversando amabilmente
tra colleghi amici.
Lo spunto ci venne dall’iniziativa di alcuni ristoranti toscani di alta qualità, che avevano creato una sorta di biglietto da visita cumulativo.
     
Allo stesso modo noi, una decina di ristoratori amici, decidemmo di ritrovarci periodicamente per scambiarci opinioni e progetti sull’arte del buon cibo.

Sono già passati vent’anni da quello storico incontro.

Dietro il nostro proposito era già presente lo spirito dell’Associazione: celebrare e diffondere la nostra tradizione gastronomica.

Quanti cambiamenti si sono succeduti, eppure questo stesso spirito alimenta ancora oggi “Le Soste”.

Oltre al sottoscritto,

alcuni tra i soci fondatori fanno tutt’ora parte dell’Associazione.

     
     
La presentazione ufficiale si è tenuta presso il ristorante milanese di Gualtiero Marchesi, in via Bonvesin della Riva.
     
Il nostro simbolo è stato ideato fin da subito da Emilio Tadini, raffinato artista milanese. Rappresenta una freccia stilizzata, che si rifà all’insegna delle antiche stazioni di posta.
     
I primi anni de “Le Soste” sono stati anni di grande informalità.
Agli inizi, infatti, non esisteva la figura del Presidente.

Le decisioni venivano prese da un gruppo di consiglieri, che si radunavano una volta l’anno.

In quel periodo, però, qualcosa stava iniziando a cambiare: si stava consolidando l’interesse verso il mondo gastronomico e si intensificava il bisogno di divulgare ai gourmand il sapore del bel vivere.
     
La nostra difficoltà principale è stata quella di riuscire a creare una comunicazione rivolta non solo al circolo ristretto dei ristoratori e dei giornalisti di settore, ma estesa a tutti i buongustai.
     
Se dovessi riassumere la ricetta di successo de “Le Soste”, direi che consiste nell’offerta ai nostri ospiti di un alto livello qualitativo, fatto di studio, ricercatezza ed entusiasmo verso il nostro mestiere.

L’eccellenza che noi proponiamo non si esaurisce nella componente gastronomica esaltante dei menu, ma si estende anche all’estrema cura dell’ambiente e della relazione con l’ospite durante la sua “sosta”.
     
In cucina, ricerchiamo sempre materie prime pregiatissime, legate alla stagionalità, che rielaboriamo creativamente, ma attenendoci comunque alla tradizione gastronomica del territorio.

Il nostro impegno è teso a far sentire l’ospite circondato da tutte quelle premure e attenzioni che solo la propria casa può riservargli in eguale misura.
     
Per scelta, cerchiamo di gestire a livello famigliare tutti gli aspetti organizzativi dei nostri ristoranti.

La costante ricerca della perfezione a 360° fa dell’Associazione “Le Soste” un’Associazione esclusiva.
     
     
Negli ultimi anni, il numero dei Soci è notevolmente cresciuto, con l’ingresso di nuovi ristoranti italiani e stranieri.

Il mio auspicio, in occasione del ventennale dell’Associazione, è quello di un allargamento dei Soci, che lasci spazio anche all’estro e all’innovazione portati dai giovani cuochi.

Mi auguro che sempre più l’immagine dei nostri ristoranti, divulgata attraverso la Guida, crei una forza turistico-gastronomica, portavoce dell’alta cucina italiana nel mondo.