A 12 anni dalla loro introduzione nel nostro Continente le coltivazioni di prodotti ogm segnano bruscamente il passo. Ad oggi gli ogm rappresentano molto meno dell'1% del totale della produzione agricola europea ma si tratta di una percentuale destinata a scendere ulteriormente. Nel 2009, infatti, si è registrato un crollo del 12% nei terreni seminati con organismi geneticamente modificati. Il fatto è che i consumatori europei e la maggior parte dei governi nazionali continuano ad essere prudenti e scettici nei loro confronti. Assieme alle superfici coltivate diminuisce anche il numero di paesi nei quali viene consentita la coltivazione. Nello scorso mese di aprile infatti anche la Germania si è aggiunta all'elenco dei paesi che vietano qualsiasi forma di coltivazione di prodotti ogm. Oggi sono soltanto sei su ventisette i paesi Europei dove è possibile coltivare il mais Bt geneticamente modificato, l'unico autorizzato nel vecchio Continente. Si tratta della Spagna (80% del totale), Repubblica Ceca, Portogallo, Romania, Polonia e Slovacchia. In piena controtendenza rispetto a questo contesto si inserisce invece la recente decisione della Commissione Europea che ha autorizzato la coltivazione di quattro nuove specie geneticamente modificate: la patata Amflora, prodotta dalla multinazionale tedesca Basf e tre nuove varietà di mais. I dati sull'andamento delle coltivazioni ogm in Europa diffusi da Coldiretti.
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